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12 Luglio 2024
9:00

Codice tributo 1001: cos’è, quando si versa e come si usa

Il codice tributo 1001 concerne il versamento dell’IRPEF nel mod. F24 legata alla ritenute applicate dal datore di lavoro (sostituto di imposta) su retribuzioni, pensioni, trasferte, mensilità aggiuntive e sui conguagli. Vediamo cosa sono i codici tributo, a cosa corrisponde il 1001 e quando si usa.

Codice tributo 1001: cos’è, quando si versa e come si usa
Esperta in Diritto Tributario
Date scadenza F24 dipendenti e collaboratori anno 2024 mese per mese

Il codice tributo 1001 riguarda il Versamento delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati corrisposti nel mese precedente.

Spesso utilizzato per la compensazione, ad esempio per “compensare” imposte o tasse non pagate, attraverso dei crediti d’imposta accumulati, tale codice tributo riguarda i versamenti delle ritenute dovute al Fisco, che gravano sulle retribuzioni, sulle pensioni, sulle trasferte e mensilità.

In pratica sono delle trattenute sull’IRPEF, ossia l’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), l’imposta dovuta dalle persone fisiche per il possesso di redditi fondiari, cioè dei fabbricati e dei terreni, di capitale, di lavoro dipendente (inclusi i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e i redditi di pensione), di lavoro autonomo, di impresa e diversi.

A cosa corrisponde il codice tributo 1001

Il codice tributo 1001 si può identificare come una parte dell’Irpef che enti pensionistici e datori di lavoro devono versare in qualità di sostituto di imposta all’Agenzia delle Entrate.

Cosa significa sostituto di imposta? Trattasi di un soggetto che sostituisce, in tutto o in parte, un altro, detto soggetto passivo, rispetto alle imposte dovute. Il sostituto d'imposta in pratica trattiene le "tasse", nel caso in questione l'Irpef trattenuta ai dipendenti, che solitamente vengono pagate dal contribuente e si impegna a versarle a suo nome.

I dati relativi al sostituto d'imposta si trovano nella Certificazione Unica, il documento viene rilasciato dal datore di lavoro.

Quando si paga

In linea generale la ritenuta Irpef viene versata dal datore di lavoro entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui versa le ritenute da lavoro dipendente.

Il soggetto che deve preoccuparsi del versamento delle ritenute è il datore di lavoro o ente pensionistico e il codice 1001 sull’IRPEF in busta paga viene applicato da questo stesso sostituto che dovrà poi versare l’importo all’Agenzia delle Entrate entro il giorno 16 del mese successivo a quello dell’effettuazione delle ritenute fiscali.

Come si compila il codice tributo 1001 in F24

 Pe capire come compilare correttamente il modello F24 ed inserire il codice tributo 1001 si prenda ad esempio quello che fa direttamente l’Agenzia delle Entrate sul suo sito.

Per quanto concerne i vari campi del modello F24, vanno così compilati:

  • codice tributo: 1001
  •  rateazione/regione/prov/mese rif: indicare il numero del Mese formato da 2 caratteri numerici, nell'esempio '03' – Marzo.
  • anno di riferimento: Anno d'imposta per cui si effettua il pagamento, nell'esempio ‘2024'
  •  importi a debito versati: indicare l'importo a debito, nell'esempio 6.000,00 euro
  • importi a credito compensati: NON COMPILARE
  • TOTALE A:somma degli importi a debito indicati nella Sezione Erario
  •  TOTALE B:somma degli importi a credito indicati nella Sezione Erario, non compilare se non sono presenti importi a credito
  •  +/-indicare il segno – se il TOTALE A è minore del TOTALE B altrimenti indicare il segno +
  •  SALDO (A – B):indicare il saldo (TOTALE A – TOTALE B)
  •  codice ufficio: NON COMPILARE
  •  codice atto: NON COMPILARE.

Come pagare in ritardo con il ravvedimento

In caso di mancato versamento della ritenuta si può rimediare utilizzando l’istituto del cosiddetto ravvedimento operoso. In pratica si paga l’imposta dovuta, insieme a sanzioni in misura ridotta a seconda dei giorni di ritardo e interessi alcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

La misura delle sanzioni è pari al:

  • 30% dell’imposta, se il versamento è stato omesso oppure se è eseguito con un ritardo superiore a 90 giorni rispetto alla scadenza
  • 15% dell’imposta, se il versamento è eseguito con un ritardo non superiore a 90 giorni
  • 1% per ciascun giorno di ritardo, se il versamento è eseguito con un ritardo non superiore a 15 giorni.

Così volendo fare un esempio, se la regolarizzazione spontanea avviene entro 30 giorni dall’originaria data di scadenza del pagamento del tributo, la sanzione ridotta da versare in sede di ravvedimento sarà pari all’1,5% dell’imposta dovuta (1/10 del 15%).

Se, invece, la regolarizzazione avviene dopo soli due giorni dalla scadenza, la sanzione da versare sarà pari allo 0,2% (1/10 del 2%).

Per quanto invece riguarda il tasso di interesse, la formula per il calcolo degli interessi al tasso legale annuo è la seguente: Imposta da versare x tasso legale d’interesse x giorni di ritardo/36500”.

La misura del tasso di interesse legale di cui all’art. 1284 del Codice Civile dal 1 gennaio 2024 è pari al 2,5%.

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